Indietro

2019 | Turi Avola

I componenti d’arredo, gli elementi architettonici e decorativi delle abitazioni siciliane sono la fonte di ispirazione per le scenografie di Turi Avola: il fotografo ragusano che già lo scorso anno aveva presentato Amore, gelosia e basilico, ritorna a Salina con Ghigno, linguaccia e foglie d'acanto. Se l’amore geloso e maledetto tra una siciliana ed un saraceno sfocia nei celebri vasi Teste di Moro, così le figure antropomorfe e mostruose dei Mascheroni/Cagniuoli sono gli espedienti impiegati come soluzioni strutturali dei balconi del tardobarocco Ibleo e come monito per I passanti, invitati ad imbattersi in una dimensione mostruosa e fantastica. Non è solo la loro estetica a scuotere l’animo di Turi Avola, ma ciò che essi narrano, le leggende che nascondono e che pochi conoscono, le loro valenze simboliche ed allegoriche: metafore della rappresentazione della vita sociale.

L'allestimento di una scenografia con balconi e colonne, porterà il pubblico in un ambiente surreale. E, se lo scorso anno era possibile indossare il copricapo della Testa di Moro, quest’anno i visitatori potranno divenire essi stessi dei Mascheroni in grado di animare gli ambienti di amaneï e "spaventare" i passanti.

periodo residenza: 14 - 26 agosto 2019

altre foto

Iscrivi alla nostra Newsletter

1 Ho letto e accetto la Privacy Policy